Utilizzare DeployStudio per la distribuzione di sistemi operativi su iMac/MacPro/MacBook

In questo articolo parleremo di DeployStudio, un software che permette di eseguire in maniera efficiente la distribuzione di diversi tipi di sistemi operativi su computer Apple. Cominciamo con il dire che per essere un prodotto gratuito è molto completo ed, in pratica, è necessario solo disporre di un computer da utilizzare come server con una copia di MacOS X Server installata.

I principali vantaggi sono i seguenti:

  • Permette di eseguire distribuzioni tramite rete ethernet tradizionale oppure via FireWire o ThunderBolt
  • Acquisisce e ripristina configurazioni dual boot Windows/Mac (Boot Camp) in modo completo, senza richiedere operazioni aggiuntive
  • Permette di automatizzare alcune operazioni, come ad esempio l’inserimento di password EFI oppure il partizionamento dei dischi
  • Viene aggiornato regolarmente per supportare le nuove versioni di MacOS X o di hardware Apple.

Attenzione: Alcune versioni molto recenti di sistemi Apple (ad esempio era successo precedentemente con gli iMac retina) potrebbero non essere subito compatibili con tutte le funzioni di DeployStudio, in particolare con la distribuzione di immagini Windows, questo a causa della frequente introduzione di differenze a livello di firmware da parte di Apple. Quindi se qualcosa non dovesse funzionare immediatamente vi invito a consultare il forum ufficiale di DeployStudio: magari il team sta già sviluppando una nuova versione per risolvere il problema che avete riscontrato.

Preparazione di MacOS X Server e installazione

  • Installare MacOS X Server sul computer (MacOS X può essere anche una versione differente rispetto a quella da distribuire, ma solitamente consiglio di lasciarla allineata o al massimo non più distante di 2 release dalla versione dei client)
  • Abilitare i ruoli DHCP, DNS, NetBoot, AFP (Condivisione file).
  • Assegnare un indirizzo IP statico alla scheda di rete e configurare nell’utility “Server” di MacOS X un nuovo ambito DHCP nello stesso range.
  • Creare sul disco una nuova cartella per contenere i dati di DeployStudio, quindi condividerla con AFP.
  • Scaricare dal sito ufficiale DeployStudio (solitamente si consiglia l’ultima versione, ma a volte può essere necessario utilizzare anche versioni più vecchie se si notano malfunzionamenti) ed eseguire l’installazione completa.
  • Una volta completata avviare “DeployStudio Assistant” dalle Utility:

DStudAss

  • Fare click su “Set up a DeployStudio Server” per iniziare la configurazione del server.
    setup_server1
  • In “Server Connection” selezionare l’indirizzo IP statico del server e inserire nome utente e password dell’account amministratore che si vuole utilizzare per amministrare DeployStudio (solitamente per semplificare la procedura di configurazione consiglio di utilizzare direttamente l’account amministratore del server)
    setup_server2
  • In “Server role” selezionare “Master” se si tratta del primo server DeployStudio
  • In “Repository type” selezionare “a network sharepoint” se si vuole configurare anche la distribuzione tramite rete
  • In “Repository settings” specificare il percorso di rete della cartella AFP creata precedentemente, quindi specificare le credenziali di un account con diritti di lettura e scrittura su tale condivisione.
    NB: Nel mio caso la condivisione è chiamata “DeployStudio” inoltre, per sicurezza, consiglio di utilizzare sempre direttamente l’indirizzo IP del server piuttosto del nome
    setup_server4
  • Configurare le altre impostazioni come si preferisce (in caso di dubbi va bene anche la configurazione di default).
  • Al termine salvare le modifiche e attendere il riavvio del servizio di DeployStudio.
    E’ possibile visualizzare lo stato del servizio in ogni momento utilizzando la voce “DeployStudio Server” che sarà stata aggiunta ale preferenze di sistema di MacOS X.
    preferenze_ds

Workflow e DeployStudio Runtime

DeployStudio può funzionare solo dopo che sono stati creati uno o più workflow (flussi di lavoro) sul server, cioè oggetti che descrivono diversi passaggi che il sistema dovrà proporre o eseguire automaticamente (ad esempio partizionamento, ripristino immagine del sistema operativo, ecc…). L’esecuzione dei workflow viene eseguita mediante DeployStudio Runtime, questa utility può essere avviata in vari modi: direttamente sul server, sul client mediante un’immagine NetBoot (avviabile da rete tramite PXE/TFTP) o sul client da un disco esterno avviabile.

Per creare un workflow:

  • Aprire l’applicazione “DeployStudio Admin”
  • Eseguire il login con i dati inseriti precedentemente.
    Attenzione: Per eseguire il login e configurare DeployStudio il server deve essere sempre connesso alla rete ethernet, in caso contrario il servizio verrà arrestato automaticamente impedendo qualsiasi modifica alla configurazione.
  • Aggiungere un nuovo oggetto workflow dandogli un nome indicativo (ad esempio un buon nome potrebbe essere “Acquisizione immagine di sistema” o “Ripristino dual boot”), poi fare click sul simbolo “+” vicino a “Drop tasks here” e trascinare dal menu di destra le azioni desiderate.
    nuovo_workflow
  • Per ogni azione, selezionare la voce “Automate” o meno per indicare se il passaggio deve essere eseguito in maniera del tutto automatica o se comunque deve essere completato manualmente dall’utente che esegue DeployStudio Runtime.
    Nota: Se si seleziona “Automate” ma nell’azione del workflow non sono stati specificati tutti i dati richiesti, questi verranno comunque proposti all’utente in fase di esecuzione.
    Al termine ricordarsi di salvare il workflow con il tasto “Save” e di selezionare la voce “Publish” nell’elenco.
    azioni_workflow
  • Una volta creati tutti i workflow necessari per le proprie attività è possibile avviare fin da subito “DeployStudio Runtime” sul server (in modo da eseguire i task su client collegati al server come disco di destinazione tramite FireWire o ThunderBolt), mentre per la distribuzione tramite rete è necessario eseguire anche il passaggio di creazione di un’immagine NetBoot (per chi conosce WDS è equivalente ad una immagine di avvio). Per eseguire DeployStudio Runtime direttamente sul client senza boot da rete è necessario invece creare il disco avviabile esterno sempre tramite “DeployStudio Assistant”.
    Per avviare un workflow in DeployStudio Runtime selezionarlo dalla lista e poi fare click sul pulsante di play: a quel punto i passaggi verranno eseguiti in automatico o verranno richiesti all’utente a seconda delle impostazioni del workflow.
    dsruntime

Generazione di una nuova immagine di NetBoot

Se il server dove è in esecuzione DeployStudio dispone di una versione di MacOS X avviabile anche sui sistemi client da distribuire, è possibile provare a creare un’immagine di NetBoot direttamente da DeployStudio Assistant (ma non è garantito che funzioni), in alternativa sarà necessario prima installare DeployStudio sul sistema MacOS X del client, creare l’immagine di NetBoot tramite il DeployStudio Assistant e poi copiarla manualmente sul server. In entrambi i casi è indispensabile che il computer utilizzato per la creazione dell’immagine abbia ancora la partizione di recovery del sistema operativo.

  • Aprire “DeployStudio Assistant” ed avviare la procedura di creazione per il NetBoot.

CreateNetBoot

  • Selezionare come sorgente il volume del sistema operativo
  • Completare la procedura guidata con le impostazioni desiderate.
  • Se si sta creando l’immagine direttamente dal server si consiglia di far impostare direttamente a DeployStudio Assistant l’immagine di NetBoot. Se si sta utilizzando un altro computer copiare manualmente il file NBI nella cartella di NetBoot del server (è possibile vedere il percorso della cartella dalle impostazioni del ruolo NetBoot, solitamente è /library/NetBoot/NetBootSP0).
  • Verificare nell’utility “Server” che la nuova immagine NBI sia stata correttamente aggiunta e che sia spuntata la voce “Enable”.

NetBootServer

  • A questo punto è possibile utilizzare la nuova immagine per eseguire l’avvio da rete del Deploy Studio Runtime sui sistemi Apple compatibili. Se in rete sono presenti sistemi Apple differenti potrebbe essere necessario creare un ‘immagine di NetBoot per ogni sistema da distribuire.

Nota: Se l’immagine risulta attiva da Server Admin ma non è visibile dal client al momento in cui esegue il boot da rete, vuol dire che non è stata creata correttamente (probabile problema con la partizione di recovery di MacOS X del sistema di origine) oppure il sistema NetBoot di MacOS X Server non è stato configurato correttamente, mentre se compare un simbolo di divieto quando selezionata vuol dire che non è avviabile su quel modello specifico di Mac (incompatibilità del sistema operativo utilizzato come base per l’immagine con il sistema Mac in uso).

Gestione delle immagini Windows

DeployStudio permette di gestire sia immagini Mac che Windows, tuttavia per quest’ultimo sono necessari alcuni accorgimenti aggiuntivi.

Impostazioni consigliate per i workflow di acquisizione o ripristino di partizioni Windows:
– Nel task “Disk Image” selezionare come formato “Auto-detect”, poi selezionare le voci “Try to shrink NTFS volume’s size before imaging” e “Try to create intermediate files on local volume to preserve network bandwidth”.
– Nel task “Restore” selezionare la voce “Expand restored NTFS volume”.
Attenzione: Le voci di shrink non sono disponibili in tutte le versioni di DeployStudio

Per evitare problemi si consiglia di installare Windows prima mediante l’Assistente Boot Camp e poi di utilizzarlo come base per la nuova immagine. Questa procedura va eseguita solo per la creazione dell’immagine master, il ripristino non richiede un partizionamento manuale tramite Boot Camp.
Ovviamente, anche se non richiesto da DeployStudio, prima di acquisire l’immagine è necessario eseguire la corretta procedura di sysprep come da linee guida Microsoft.
In alcuni casi (compatibilità dei sistemi con la stessa versione di BootCamp) è possibile provare ad utilizzare la stessa immagine anche su sistemi Apple differenti, ma solitamente non è consigliato.
Le tabelle di compatibilità delle versioni di Bootcamp sono disponibili qui:
Apple Support – Install Windows 7 and earlier on your Mac using Boot Camp (all’interno sono presenti collegamenti anche per Windows 8.1 e Windows 10)

BootCamp

Attenzione: Nei sistemi Apple recenti (dal 2014 in poi) se si esegue un’installazione di Windows non utilizzando la pendrive creata tramite la procedura di Boot Camp, potrebbe non essere possibile utilizzare mouse e tastiera USB, rendendo di fatto impossibile la configurazione dell’immagine. Se anche utilizzando la pendrive mouse e tastiera USB non sono ancora utilizzabili, entrare in MacOS X, rimuovere tutte le partizioni esistenti (in particolare se sono presenti precedenti partizioni NTFS) quindi ripetere l’intera procedura dall’Assistente BootCamp in MacOS X.

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