Configurare Servizi di distribuzione Windows (WDS) in workgroup

Servizi di distribuzione Windows (o Windows Deployment Services, WDS) è un ruolo che permette la distribuzione di immagini WIM di Windows mediante una rete locale. In questa guida vedremo come configurare questo ruolo utilizzando un singolo server in workgroup con Windows Server 2019 (in lingua inglese).
Infatti, a partire da Windows Server 2012, è possibile installare ufficialmente il ruolo WDS in modalità standalone, che non prevede l’utilizzo di un dominio.

Nella nostra configurazione la subnet utilizzata è 192.168.10.0/24 (dedicata esclusivamente al deploy e disconnessa dal resto della rete), il server ha come IP statico 192.168.10.1 (stesso indirizzo per il server DNS primario), mentre il gateway è all’indirizzo IP 192.168.10.254.

Nel nostro caso eseguiremo l’installazione su un unico server di tutti i ruoli: Windows Deployment Services (WDS), DNS e DHCP.

Durante l’aggiunta del ruolo WDS viene specificato che sono richiesti nella rete i servizi DNS e DHCP, ma con partizione NTFS per i dati. Quindi non possono venire utilizzati apparati o server non Windows esterni mentre è sempre possibile invece utilizzare i servizi DHCP o DNS in esecuzione su altri sistemi Windows Server. Tuttavia, in tal caso, è necessario configurare manualmente le opzioni DHCP, ma questo aspetto non verrà trattato in questo articolo.

Quando richiesto dalla procedura guidata, selezioniamo entrambi i ruoli, sia “distribuzione” che “trasporto”. In realtà ritengo che sia abbastanza rara la necessità di installarli separatamente su diversi server, giusto in configurazioni particolarmente estese o su più siti.

Una volta terminata l’installazione di tutti i ruoli è necessario aprire lo snap-in DHCP (Server Manager > Tools > DHCP) e creare uno o più ambiti in base alle proprie esigenze.

Nel nostro caso è stato creato un solo ambito IPv4 chiamato “DeployNetwork” con range 192.168.10.10 – 192.168.10.200 e lease a 1 giorno. Quest’ultimo valore può venire impostato in base a quanto si prevede di riutilizzare gli indirizzi dinamici nell’arco di un determinato tempo. Consiglio di mantenere sempre questo valore alto ed eventualmente aumentare la dimensione della rete.
Durante la procedura guidata scegliere di non configurare immediatamente le opzioni DHCP, verrà eseguito automaticamente da WDS in seguito.

Aprire ora lo snap-in di WDS (Server Manager > Tools > Windows Deployment Services), fare click con il tasto destro del mouse sul nome del server e selezionare “Configure server” per iniziare la configurazione del ruolo.

Scegliere l’opzione “Standalone server”.

Scegliere una cartella dove archiviare i file di WDS (impostazioni, immagini). Per impostazione predefinita viene proposto il percorso C:\RemoteInstall tuttavia, come best practice, la cartella scelta dovrebbe trovarsi su un volume diverso da quello di sistema per una questione di prestazioni (questo viene ricordato anche con un messaggio di avvertenza).
Nota: In WDS le immagini WIM vengono archiviate mediante file differenziali (e non utilizzando i file WIM originali), quindi l’occupazione di spazio viene ottimizzata, ma non sarà possibile spostare singoli file immagine senza prima eseguire un’esportazione e un’eliminazione dall’interfaccia del server WDS.

A questo punto WDS dovrebbe rilevare il ruolo DHCP installato sullo stesso server, lasciare selezionate le due opzioni proposte di default per configurare automaticamente tutti gli ambiti DHCP presenti.

Scegliere le impostazioni per il boot PXE dei client, ovvero l’avvio dell’immagine di boot tramite rete.
Nella nostra simulazione imposteremo un avvio automatico per tutti i client, senza richiedere approvazioni. E’ preferibile utilizzare questa impostazione solo in caso di reti isolate dedicate al deploy in quanto in questo modo qualsiasi client potrà avviare il download di una immagine di boot.
In ogni caso, se non configurato diversamente con un file di risposte, WDS richiederà sempre nome utente e password di un amministratore del server per eseguire tutte le operazioni.

Al termine della configurazione, in genere, viene restituito un errore che indica che il servizio di WDS non può essere avviato: si tratta di un comportamento normale.

Aprire Server Manager, andare nella scheda WDS e avviare il servizio “WDSServer” sotto “Services”.

Chiudere e riaprire lo snap-in WDS, vicino all’icona del server ora dovrebbe essere visibile una freccia di colore verde che indica che il servizio si è correttamente avviato.
Ora nella cartella “Boot Images” (passaggio 1) dovranno venire importate le immagini WIM necessarie al boot tramite rete (tasto destro > “Add Boot Image..”).
Solitamente si importa semplicemente il file “boot.WIM” presente nella cartella “sources” in ogni disco di installazione di Windows (si consiglia di utilizzare il file ISO della versione più recente di Windows 10, che in genere risulta retrocompatibile anche con immagini precedenti fino a Windows 7 ).
Nella cartella “Install Images” (passaggio 2) vanno invece le immagini WIM vere e proprie dei sistemi operativi da installare sui client. Possono venire importate se si ha a disposizione già un file WIM (ad esempio creato con DISM) oppure saranno già presenti all’interno le immagini acquisite direttamente mediante WDS.

Una volta importata un’immagine di boot, questa potrà venire utilizzata solo per installare sui client le immagini presenti in “Install images”. Per fare il procedimento opposto, ovvero per creare sul server WDS una “Install images” partendo dal sistema operativo installato su un client, sarà necessario far avviare da rete un’ “immagine di acquisizione”. Per creare questo tipo di immagine di boot è sufficiente fare click con il tasto destro del mouse su un’elemento e selezionare “Create Capture Image…” (1).
Tramite questo menu è inoltre presente un’opzione particolarmente importante, “Add Driver Packages to Image…” (2), che permette appunto di aggiungere driver all’immagine di boot. Questo passaggio è necessario solo se l’immagine di boot default di Windows non include il driver del controller SATA/RAID o della scheda di rete di una specifica tipologia di client.

Per la creazione dell’immagine di acquisizione è necessario specificare un percorso per il file WIM risultante. Una volta importato questo file come immagine di boot (viene proposto automaticamente al termine della procedura guidata) il file può venire eliminato senza problemi.

A questo punto è possibile provare ad eseguire il boot di un client per verificare se il sistema funziona correttamente. Almeno per la prima volta, consiglio di connettere il client direttamente al server tramite un semplice switch.
Attenzione: Il sistema necessita di una connettività costante sulla scheda di rete del server, se si disconnette il server (anche temporaneamente) potrebbe essere necessario riavviare i servizi o il server per far tornare operativo WDS. In ogni caso, un WDS configurato come standalone è meno sensibile a questo tipo di problema.
Una volta selezionato sul client il boot tramite rete dovrebbe essere visibile una richiesta di pressione del tasto F12 per proseguire con l’avvio.
Le ultime versioni di WDS ora accettano anche la pressione del tasto ENTER al posto di F12, per questo motivo il messaggio è stato leggermente modificato.

Sucessivamente WDS mostrerà un elenco di tutte le immagini di boot disponibili sul server, selezionarne una per eseguire l’avvio.

La richiesta o meno di pressione del tasto prima del boot o l’avvio automatico di una specifica immagine invece di mostrare la scelta possono essere configurati dalle opzioni del server WDS.

Nella nostra simulazione abbiamo selezionato per l’avvio l’immagine di installazione classica (Microsoft Windows Setup).
Ogni volta che WDS richiede delle credenziali ricordarsi di inserire il nome server prima del nome utente (ad esempio “NOMEPC\administrator”), questo è necessario perché il server è configurato in workgroup.

I processi guidati sono molto simili a quelli di una classica installazione di Windows. E’ possibile automatizzare questi passaggi, incluso l’inserimento delle credenziali del server, creando un file di risposte per WDS.
Per ulteriori informazioni vedere: Creare un file di risposte per WDS

Per i processi di cattura del sistema operativo di un client mediante immagine di acquisizione, il volume sarà visibile nell’elenco della procedura guidata solo se preventivamente preparato tramite sysprep.
Per ulteriori informazioni vedere: Sysprep di immagini Windows 10

Ulteriori informazioni sull’utilizzo di WDS possono essere trovate qui (le informazioni riportate sono applicabili anche alle versioni più recenti di Windows Server):
Microsoft Docs – Panoramica di Servizi di distribuzione Windows

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